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Quando le siliconiche sono indispensabiliData: 30/5/2011
Tratto da "l'industria della gomma" - Marzo 2011 - A cura di Luca Caldara

I siliconi e le gomme siliconiche sono una scoperta relativamente recente, datata intorno alla metà del 1940, frutto di una ricerca effettuata da società americane tese allo sviluppo di un materiale che potesse resistere sia alle basse temperature sia a temperature elevate di esercizio, sfruttando il silicio come minerale di base.

Semplificando molto, e senza scendere nei noti dettagli chimici della struttura dei siliconi, possiamo dire che oggi esistono sul mercato tre tipologie di gomme siliconiche, convenzionalmente classificate come:
• VMQ, generalmente utilizzati per varie applicazioni standard più o meno sofisticate a seconda dell’applicazione finale richiesta;
• PVMQ, non troppo usate perché estremamente costose, che hanno come caratteristica principale la resistenza alle bassissime temperature;
• FVMQ, fluorosiliconi che, oltre alle note caratteristiche termiche, offrono un’ottima resistenza agli oli, solventi e carburanti.

Ci sono inoltre tre principali classificazioni industriali delle gomme siliconiche:
• HTV, chiamate anche HCR, che definiscono quelle gomme siliconiche in forma di gum semi solido che hanno bisogno di temperatura per passare dallo stato plastico allo stato elastico.
Generalmente questa categoria viene utilizzata per lo stampaggio a compressione ed iniezione, per l’estrusione di tubi e profili, per la realizzazione di cavi o per la costruzione
di lastre
• LSR, che si presentano come bi componenti (A+B), e sono solitamente utilizzati per lo stampaggio ad iniezione e per la spalmatura di fibre sintetiche (generalmente utilizzate per la realizzazione di guaine isolanti).
Anche i siliconi liquidi hanno bisogno di un processo ad alta temperatura per vulcanizzare
• RTV, che si presentano in forma semi liquida sia bicomponenti che monocomponenti
e vengono principalmente utilizzati come sigillanti, per la realizzazione di stampi di prototipazione.
Il metodo di vulcanizzazione è a temperatura ambiente. Per quanto riguarda le principali
caratteristiche che fanno delle gomme siliconiche un materiale fondamentale per determinate applicazioni ricordiamo:
• Ottima resistenza termica alle basse ed alte temperature
• Costanza delle caratteristiche meccaniche in diverse temperature di esercizio
• Idrorepellenza
• Ottima resistenza all’ossigeno, ozono e raggi solari
• Flessibilità
• Ottime proprietà di isolamento elettrico
• Bassa tossicità
I suoi punti di debolezza più significativi invece sono:
• Alta permeabilità ai gas
• Scarsa resistenza all’abrasione
• Relativamente basso carico di rottura e di lacerazione
Per quanto concerne i principali additivi di processo che sono impiegati nella fabbricazione di mescole pronte all’ uso, rientrando quindi nella categoria degli HTV, vengono utilizzati
perossidi di benzoile o diclorobenzoile per la vulcanizzazione, oltre ai più recenti sistemi di reticolazione platinici; cariche rinforzanti quali farine di quarzo , silice diatomee, allumina
per conferire caratteristiche particolari; sali di platino come antifiamma; ossido di magnesio per conferire migliori caratteristiche di compression set.



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Indagine di Assogomma per il settore mescole: intervista a Giorgio CabriniData: 1/2/2011
D.Che bilancio si sente di tracciare per questi primi mesi del 2011 rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso? E che cosa prevede per la restante parte dell’anno?
R.Il primo trimestre del 2011 si è chiuso con un incremento significativo di volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dove comunque avevamo registrato un incremento notevole rispetto al 2009.
Quasi tutti i paesi da noi serviti hanno contribuito a questa crescita ,in particolare i Paesi dell’ Est Europa, del Medio Oriente e la Germania. Ottima la crescita anche in Italia, mentre la Spagna ha mostrato segnali di frenata (almeno per quello che concerne il segmento industriale di nostra pertinenza).
La restante parte dell’anno appare incerta nel complesso, anche la nostra clientela è divisa abbastanza equamente tra coloro i quali prevedono un mantenimento del trend di crescita e coloro che già intravedono segnali di rallentamento del flusso degli ordini.
Riteniamo sia molto difficile e rischioso fare delle previsioni, la nostra visione è piuttosto pessimistica per quanto concerne la capacità dei nostri clienti italiani di mantenere questo andamento di crescita, soprattutto se dovesse frenare l’entusiasmo della “locomotiva Germania”; più ottimistica per quanto concerne i paesi in via di sviluppo, che comunque stanno beneficiando di una crescita costante ed importante del loro Prodotto Interno Lordo (crescita di cui beneficeranno di riflesso anche quelle poche realtà industriali italiane che hanno sedi produttive o commerciali in tali paesi).
D.Negli ultimi mesi si è affacciato prepotentemente il problema della crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime e in qualche caso anche dello shortage di alcune di esse. Lei come valuta la situazione, anche per le conseguenze che ne derivano per i vostri clienti e cioè per le industrie trasformatrici?
R.La situazione è spiacevole ma soprattutto rischia di divenire drammatica a causa della mancanza di certezze sugli approvvigionamenti di alcune materie prime.
Spiacevole perché in qualità di compoundatori siamo chiamati a fare da cuscinetto tra i fornitori di materie prime, in genere multinazionali che aumentano i listini senza troppe discussioni, ed i clienti, che fanno una fatica tremenda a ribaltare a loro volta gli aumenti sul mercato , anche a causa di un mercato estremamente frammentato e competitivo, e ci considerano “responsabili “ di questa situazione.
Drammatica perché non ce la sentiamo di acquisire nuove opportunità che ci si presentano, in quanto non saremmo in grado di mantenere le promesse di fornitura e rischieremmo di penalizzare i nostri clienti storici: l’acquisizione di nuovi progetti/clienti è fondamentale per garantire uno sviluppo sostenibile di un’Azienda, e consente anche un sano ricambio o bilanciamento del posizionamento in alcuni segmenti di mercato.
I segnali che ci arrivano quotidianamente dai fornitori di materie prime non sono incoraggianti, e si parla di una situazione che potrebbe durare ancora per un paio di anni, tempo necessario al ripristino di una capacità produttiva adeguata…come conseguenza immagino un ulteriore aggravarsi dello scenario competitivo da parte di quelle aziende che non possono assolutamente permettersi di perdere volume…con tutte le conseguenze che ne derivano.
D.Tornando alla situazione congiunturale, la domanda è oggi più sostenuta in Italia o all’estero? E in particolare per quali paesi e per quali segmenti di mercato?
R.Come già detto, stiamo avendo ottime soddisfazioni nei paesi dell’Est, in particolare Russia e Polonia, e nei paesi del Medio Oriente, in particolare in Turchia.
Il segmento di mercato che più ci sta dando soddisfazione è quello delle mescole speciali in Silicone per Cavi elettrici di Sicurezza, quello delle mescole in Fluoroelastomeri per il settore automotive, ed in generale le mescole tradizionali sia per elettrodomestico che per il settore automotive.
D.Sui mercati internazionali quale è la posizione competitiva delle mescole di produzione italiana in termini di prezzo e di qualità?
R.Non è possibile generalizzare, dipende dal paese, dalla tipologia di mescola, dalla maturità del segmento di mercato. Possiamo dire che come filosofia di base la Mesgo SPA non è attratta da segmenti a basso valore aggiunto, dove esiste una grande competitività anche di produttori locali, ma piuttosto si orienta a colmare quelle lacune tecnologiche o di servizio che consentono di valorizzare il prodotto : pertanto ne deriva che la nostra “proposizione di valore” ci fa uscire dall’ambito della competizione estrema, e ci posiziona in segmenti di mercato con un ciclo di vita decisamente in salita e premiante.














 
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